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Francesco Severi
(Arezzo 1879 - Roma 1961)
 Matematico
italiano, intraprende gli studi di ingegneria, ma li abbandona presto
per dedicarsi (sotto l’influsso di C. Segre, G. Peano, V. Volterra)
alla matematica pura. Prima assistente di D’Ovidio a Torino, poi
di Federico Enriques a Bologna, nel 1904 ottiene la cattedra di
geometria proiettiva e descrittiva all'Università di Parma. Dal
1922 insegna analisi infinitesimale all'Università di Roma, di cui
è rettore fino al 1925, quando si dimette in seguito al delitto
Matteotti. Nel 1939 è tra i fondatori dell'Istituto Italiano di
Alta Matematica.
Severi dà l'avvio alle ricerche volte a chiarire
i legami tra le irregolarità di una superficie algebrica e l'esistenza,
per esse, di integrali semplici. Introduce inoltre molti nuovi
concetti nella geometria, per esempio la nozione equivalenza algebrica.
Nel 1905 determina le condizioni necessarie e sufficienti per
l'equivalenza lineare di due curve su una superficie. La scoperta
di una base di curve algebricamente indipendenti su qualsiasi
superficie viene da alcuni considerata come il suo contributo
più importante.
Di carattere molto difficile (secondo alcune testimonianze), Severi
critica il lavoro dei suoi contemporanei per la mancanza di rigore
e per il ricorso troppo frequente all'intuizione. Beniamino Segre
menziona oltre 400 pubblicazioni di Severi, tra le quali: Complementi
di geometria proiettiva (1906), Geometria proiettiva (1922), Trattato
di geometria algebrica (1926), Topologia (1931), Lezioni di analisi
(1933).
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©2001 "Liceo
Scientifico Francesco Severi", Milano |
maggio 2006 |
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